martedì 18 maggio 2010


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Type:Bike - General
Duration:1:23:24
Distance:40.34 km

giovedì 14 maggio 2009

Che fatica!

Ebbene si. Fatico. Fatico tanto, ma anche con la caparbietà di chi rincorre il proprio sogno o la propria passione.
Ieri mattina, mi alzo presto e mi preparo per il mio "allenante". Il mio coach li chiama così, quegli allenamenti che non devono essere assolutamente saltati. Avevo in programma un RL5, cioè 3x5km da fare con un passo di 3'52''/km. Non so per voi, ma per sono sono veramente tosti. E da ripetere tre volte!
Facciamoci coraggio. Scelgo un percorso già testato e cioè una strada asfaltata immersa nel verde, con zero traffico e lunga poco più di 4km.
Il paesaggio è splendido, alberi, prati, macchia mediterranea con un esplosione di colori, di profumi e suoni. Infatti per abitudine esco (quasi) sempre con la musica del mio inseparabile ipod, però in certi paesaggi, e soprattuto in primavera, bisogna gustare il suono della natura.
Quando faccio questi percorsi isolati, si provano sensazioni contrastanti e cioè un mix di eccitazione (per la bellezza della natura) e paura (perchè si ha sempre timore che da dietro il cespuglio esca un orco!!!).
Poi fai l'incontro che non ti aspetti: dietro una curva mi trovo dovanti una signora attempata che cammina a passo svelto e dietro a lei c'è una macchina che la segue a passo d'uomo, il (probabile) marito della podista. Ci si scambia un saluto veloce, di quelli che si lanciano quando incontri altri appassionati che come te si trovano in luoghi strani e in orari altrettanto strani.
Che dire? Tanta fatica e sudore, ma anche molta soddisfazione alla fine, per aver aggiunto un mattoncino alla mia preparazione. Stoccolma si avvicina velocemente e il countdown è cominciato.

giovedì 22 maggio 2008

La pioggia, gli stimoli e la volontà


Ieri sera mi sono addormentato con il rumore della pioggia che ticchettava sulla finestra. Vi sarà senza dubbio capitato di provare quella sensazione di sicurezza, di quando ti trovi al riparo e al caldo, mentre fuori si scatena l'inferno. Durante la notte, mi sono più volte rigirato nel letto alla ricerca di una posizione migliore, e ogni volta nell'incoscienza del dormi-veglia percepivo il medesimo suono inquietante delle gocce d'acqua che sbattevano ritmicamente e che sferzavano il silenzio e il buio della notte. Quando ho intravisto la luce ho deciso di alzarmi per andare a fare la mia "corsetta" mattutina (ore 6.45...) sperando di trovare un tempo migliore di quello che mi aveva fatto compagnia per tutta la notte. Alcuni minuti dopo, il mio cervello ha cominciato a dare segni di attività, per cui ho dovuto dar fondo a tutta la mia forza di volontà per decidere di prepararmi e andare fuori.
Ho fatto fatica, a vestirmi, a mettermi le scarpe da ginnastica, a preparare tutta l'attrezzatura (eh, si ho detto attrezzatura...) e uscire dal portone di casa. Scendo le scale con lo spirito del tipo "ma chi me l'ha fatto fa!, manco me lo avesse ordinato il dottore..."
Appena sono fuori e comincio a organizzare i primi passi..., come per magia: svanisce tutto!
E succede (quasi) sempre così. Mi metto a correre, e tutto quanto, passatemi il gioco di parole, si ferma. Il tempo, la voglia, gli stimoli, i colori e i rumori fanno da cornice in cui ritrovo il contatto con me stesso e con ciò che mi circonda.

Federico